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Dante: La prima apparizione di Beatrice

Discussione in 'Altre Materie' iniziata da toto92, 11 Dicembre 2008.

  1. toto92

    toto92 Studente Utente

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    Mi servirebbe un'analisi di questa poesia:
    Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione1, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente2, la quale fu chiamata da molti Beatrice li quali non sapeano che si chiamare3. 2. Ella era in questa vita già stata tanto, che ne lo suo tempo lo cielo stellato era mosso verso la parte d’oriente de le dodici parti l’una d’un grado4, sì che quasi dal principio del suo anno nono apparve a me, ed io la vidi quasi da la fine del mio nono5. 3. Apparve vestita di nobilissimo colore, umile e onesto6, sanguigno7, cinta e ornata a la guisa che a la sua giovanissima etade si convenia8. 4. In quello punto dico veracemente che lo spirito de la vita, lo quale dimora ne la secretissima camera de lo cuore, cominciò a tremare sì fortemente, che apparia ne li menimi polsi orribilmente9; e tremando disse queste parole: «Ecce deus fortior me, qui veniens dominabitur michi»10. 5. In quello punto lo spirito animale, lo quale dimora ne l’alta camera ne la quale tutti li spiriti sensitivi portano le loro percezioni11, si cominciò a maravigliare molto, e parlando spezialmente a li spiriti del viso12, sì disse queste parole: «Apparuit iam beatitudo vestra»13. 6. In quello punto lo spirito naturale, lo quale dimora in quella parte ove si ministra lo nutrimento nostro14, cominciò a piangere, e piangendo disse queste parole: «Heu miser, quia frequenter impeditus ero deinceps!»15. 7. D’allora innanzi dico che Amore segnoreggiò la mia anima16, la quale fu sì tosto a lui disponsata17, e cominciò a prendere sopra me tanta sicurtade e tanta signoria per la vertù che li dava la mia imaginazione, che me convenia fare tutti li suoi piaceri compiutamente18. 8. Elli mi comandava molte volte che io cercasse per vedere questa angiola giovanissima19; onde io ne la mia puerizia20 molte volte l’andai cercando, e vedeala di sì nobili e laudabili portamenti21, che certo di lei si potea dire quella parola22 del poeta Omero: «Ella non parea figliuola d’uomo mortale, ma di deo»23. 9. E avvegna che la sua imagine, la quale continuatamente meco stava, fosse baldanza d’Amore a segnoreggiare me24, tuttavia era di sì nobilissima vertù, che nulla volta sofferse che Amore mi reggesse sanza lo fedele consiglio de la ragione in quelle cose là ove cotale consiglio fosse utile a udire25. 10. E però che soprastare a le passioni e atti di tanta gioventudine pare alcuno parlare fabuloso, mi partirò da esse26; e trapassando molte cose le quali si potrebbero trarre de l’essemplo onde nascono queste27, verrò a quelle parole le quali sono scritte ne la mia memoria sotto maggiori paragrafi28.

    Grazie
     
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