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la presa di Alesia

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da 91moni91, 3 Luglio 2007.

  1. 91moni91

    91moni91 Primino Utente

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    ciao ho qualche problema con questa versione:
    iam diu Caesaris milites oppidum Alesiam oppugnabant,contra Vercingetorigem eiusque socios pugnantes,cum Caesar ipse ad proelium advenit.
    eius adventu cognito,turmisque equitum et cohortibus visis,hostes proelium renovant.
    utrimque clamore sublato,excipit rursus ex vallo atque omnibus munitionibus clamor.nostri,omissis pilis,gladiis rem gerunt.repente post tergum equites cernuntur;cohortes aliae appropinquant.hostes terga verturunt;fugientibus equites occurrunt.fit magna caedes.sedullus,dux et princeps lemovicum,occidutur;Vercassivellaunus Avernus vivus in fuga comprehenditur,pauci ex tanto numero se incolumes in castra recipiunt.qui alesiae erant,ubi vident ex oppido caedem et fugam suorum,desperata salute copias a munitionibus reducunt.hoc nuntio audito,multi ex castris Gallorum fugiunt.nostri milites,crebis laboribus defessi,omnes hostium copias delere non potuerunt.de media nocte missi equites novissimum agmen capiunt;magnus numerus hostium capitur atque interficitur,reliqui ex fuga in civitates discendunt.postridie Vercingetorix deditur



    Traduzione della Versione_____________________
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    grazie!!
    Ultima modifica di un moderatore: 9 Marzo 2012
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  3. kikka78

    kikka78 Moderatore

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    Già a lungo i soldati di Cesare assediavano la città di Alesia, combattendo contro Vercingetorige e i suoi alleati, quando entrò in combattimento lo stesso Cesare. Saputo del suo arrivo, viste le schiere della cavalleria e le coorti, i nemici rinnovarono il combattimento. Da entrambe le parti sollevato il clamore, il clamore di nuovo si propagò tra il vallo e tutte le munizioni. I nostri, lasciati i manipoli, le spade parteciparono all'impresa. All'improvviso alle spalle erano visti i cavalieri, altre coorti si avvicinavano, i nemici volgevano le spalle, i cavalieri raggiunsero quelli che fuggivano. Ci fu una pesante sconfitta. Sedullo, comandante e capo dei Lemovici, fu ucciso. Vercassivellano Averno fu preso vivo in fuga, poichi dal tanto numero tornarono salvi nell'accampamento. Quelli che erano ad Alesia, quando videro dalla città la strage e la fuga dei loro, persa la speranza di salvezza condussero via dalle munizioni le truppe. Ascoltato questo annuncio, molti fuggirono dall'accampamento dei galli. I nostri soldati, stanchi dalle pesanti fatiche, non poterono (delere) tutte le truppe dei nemici. A mezzanotte i cavalieri che erano stati inviati presero una nuovissima schiera. Un gran numero di nemici fu preso o ucciso, i restanti fuggirono verso le città. Il giorno dopo Vercingetorige si consegnò.

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