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Morti non comuni

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da Marko10, 7 Maggio 2008.

  1. Marko10

    Marko10 Primino Utente

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    Mi potreste tradurre la seguente versione? io purtroppo nn ci riesco! :(

    Mors Aeschyli propter novitatem casus singularis fuit. Olim clarus poeta in Sicilia e moenibus urbis, in qua habitabat, exiit et in aprico loco resedit. Aquila super eum volavit, testudinem unguibus suis ferens. Quia aquila testudinem frangere volebat, ut ederet (= per mangiare) carnem, eam allisit capiti Aeschyli tamquam (=come se fosse) lapidi: nam decepta erat splendore capitis, quod erat capillis vacuum. Itaque gravi ictu percussus Aeschylus periit.
    Insolita etiam Homeri mortis causa fuit. In insula Io, quia quaestionem a piscatoribus positam solvere non poterat (=era in grado), magno dolore comsumptus, brevi tempore decessit.
    Euripides credelitate fati finitus est. Nam in Macedonia ab Archelai regis cena domum rediens, canum morsibus laniatus, mortem atrocem obiit.
    Philemonem vis risus immoderati occidit. Asello ficos ei paratas consumente, servum magna voce inclamavit: "Asinum abige!". Sed iam omnibus ficis comestis servus supervenit. Tum poeta: "Quoniam -inquit- tam tardus fuisti, da nunc vinum asello!". Ac protinus crebros cachinnos tollens, spiritu intercluso exstinctus est.

    Grz anticipato! :)
     
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  3. kikka78

    kikka78 Moderatore

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    La morte di Eschilo per la novità del caso fu singolare. Una volta il famoso poeta uscì in sicilia dalle mura della città, nella quale abitava e si fermò in un luogo (aprico). Un'aquila volò sopra di tui, portando una tartaruga con le sue unghie. Poichè l'aquila voleva distruggere la tartaruga, per mangiare la carne, la (allisit) alla testa di Eschilo come se fosse di pietra: infatti era (decepta) per lo splendore della testa, che era vuota di capelli. E così percosso dal grave colpo Eschilo morì. Anche la causa della morte di Omero fu insolita. Nell'isola di Io, poichè non era in grado di risolvere la questione posta dai pescatori, consumato da grande dolore, morì in breve tempo.
    Euripide fu sfinito dalla crudeltà del fato. Infatti in macedonia tornando a casa dalla cena del re Archelao, laniato dai morsi dei cani, andò incontro ad una morte atroce. La forza del riso immoderato uccise Filemone. Consumando (asello) i fichi a lui preparati, chiamò un servo a gran voce: porta via l'asino! disse, ma già mangiati tutti i fichi venne il servo. Allora il poeta: perchè, disse, sei stato così lento, da ora il vino al (asello). Ma subito alzando i (crebros cachinnos), soffocato morì.
     
  4. Marko10

    Marko10 Primino Utente

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    grz tanteeeeeeee :D:D
     

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