1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.

saggio breve

Discussione in 'Altre Materie' iniziata da wnapoli_91, 10 Ottobre 2008.

  1. wnapoli_91

    wnapoli_91 Primino Utente

    Messaggi:
    2
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Punteggio:
    2
    salve raga sn nuovo e vorrei sapere se potreste aiutarmi a fare un saggio(ovvero nn a fare ma a trovare dei documenti su cui svolgere il saggio),quest'ultimo lo dv fare mettendoci dentro:
    1)struttra della costituzione;
    2)definizione del lavoro secondo la costituzione;
    3)l'importanza del lavoro;
    4)il lavoro nelle sue varie forme;

    il primo punto lo risolto,il quarto si puo trovare facilmente,ma il secondo e il terzo nn so propio dv trovare...:confused:
    mi potreste aiutare?????:)
     
  2. StudentVille Sponsorizzato

  3. taulero

    taulero Primino Utente

    Messaggi:
    320
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Punteggio:
    17
    TI raccomando di leggerti gli articoli a cui questo documento (di cui ti ho inserito il link) rimanda, così citi direttamente dalla Costituzione e il tuo lavoro é più scientifico:

    Il lavoro
    la Costituzione e il lavoro

    Nell'articolo iniziale della Costituzione troviamo indicati i punti caratterizzanti la nuova macchina costituzionale:

    Repubblica + Democrazia + Lavoro

    A questa affermazione fa seguito una serie di articoli che specificano questi punti; per quanto riguarda il lavoro vanno ricordati gli artt. 4, 35, 36, 37, 38, 39 e 40.

    Innanzitutto il lavoro è stato considerato un valore che consente l'affermazione della personalità umana (può costituire una possibile definizione del lavoro da parte della Costituzione), in contrapposizione all'idea di lavoro tipica di uno Stato liberale, laddove si valorizza solo la ricchezza individuale.

    L'art. 4 dice che i cittadini hanno diritto al lavoro: talvolta, di fronte al crescere della disoccupazione si sente commentare amaramente questo articolo. Ma questa affermazione va intesa nel senso che lo Stato si deve impegnare a intervenire nel sistema economico per creare possibilità di lavoro per i cittadini; interventi di questo tipo sono perciò un obbligo per il nostro Stato, che si caratterizza dunque come Stato sociale. lo stato sociale

    tau:)
     
  4. taulero

    taulero Primino Utente

    Messaggi:
    320
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Punteggio:
    17
    L'importanza del lavoro é statuita nel primo articolo della Costituzione come ciò su cui si basa il nostro Stato. IL lavoro é considerato come forma principale di promozione umana di chi lo esegue e come compito dello Stato di garantire per tutti la possibilità di accedervi, proprio in forza del suo carattere di valorizzazione e promozione dell'uomo. E d'altro canto ciò comporta che lo Stato é meglio fondato nella misura in cui i suoi cittadini lavorano. Si tratta di un circolo virtuoso, che identifica il nostro Stato come Stato sociale. Con queste parole emerge prima ancora dell'importanza del valore la sua valorizzazione direi originaria. E' interessante come esso non sia secondo la Costituzione primariamente un fattore economico, mentre é chiaramente riferito e alle basi dello Stato e al valore del cittadino. Si può parlare di una visione personalistica del lavoro, ossia di una visione dell'uomo e delle agenzie sociali com'è anche lo Stato incentrata sul valore primario della persona, come individuo sociale. Sarebbe forse più esatto dire che il lavoro concorre alla promozione dell'uomo come tale, che cioé gli corrisponde ad una necessità essenziale, senza la quale, in normali circostanze, alla disoccupazione si può associare la realtà di un cittadino come diminuito. Tuttavia se ciò può dirsi verosimile a livello pratico, l'aver posto il lavoro più al servizio dell'uomo che viceversa mitiga il disvalore dell'assenza di lavoro. Cioè rimane fermo il principio primo intangibile della persona. Essendosi il discorso orientato problematicamente, vale la pena seguirlo, e considerare opportunamente come il lavoro sia un valore per sé solo quando é foriero di altro lavoro, cioé nella misura in cui l'indotto della produzione e i ricavati del cosumo sono reinvestiti per creare nuovi posti di lavoro, e non solo per capitalizzare. Ciò porta a pensare agli imprenditori e a chiedersi quale sia la loro nozione di lavoro. Nella situazione attuale, pare proprio che per la maggioranza di essi lavoro, e dunque prestazione d'opera siano merci da scambiare bene onde trarne il massimo profitto. Sono distanti mille miglia dalla nozione di lavoro della costituzione, e di quella personalistica appena accennata. Sono lontani dall'essere integrati nello Stato sociale, deviando pericolosamente verso lo Stato liberistico ed in particolare verso l'obliterazione dell'economia mediante la finanza. Sui mercati finaziari tanto la fabbrica, i lavoratori, il lavoro scompaiono, rimanendo solo le vestigia di titoli intestati ai maggiorenti dell'economia i quali li manipolano a loro uso e consumo. Non a caso la recentissima crisi mondiale dei mercati pone questioni di etica non solo del mercato, ma anche di chi a quel livello di terziario avanzato lavora. Porre la questione etica sul lavoro da un lato dice che il problema esiste ed é grave, dall'altro fa capo alla nozzione propria di lavoro, quella considerata all'inizio. Va da sé che se una cosa é preziosa la si debba tutelare, e l'etica del lavoro é posta affinché esso non si deteriori, né da parte dei lavoratori, né da parte dei dirigenti, o dello Stato stesso. E' quasi naturalmente che il lavoro, la prestazione d'opera occupi il campo della discussione quando le sue regole, per lo più implicite vengono violate, come nel caso delle azioni gonfiate attraverso scambi finanziari. Ciò significa che esiste ancora una base economico lavorativa sana, e che spetterà a questa, insieme agli interventi statali di tutela bancaria e monetaria - in spirito di Stato sociale - risollevare le sorti del mercato. Sembra sproporzionato il salto dal lavoro che una persona opera e il sistema globale del mondo d'oggi. Eppure quando s'invoca il ritorno ad un sistema economico capitalista ma di liberalismo moderato, si chiede di fatto che non il danaro dia valore alle persone e alle cose, ma che le persone e le cose che producono sono la fonte del valore del denaro. Un adifferenza grande, che dice come la nostra Costituzione sia stata lungimirante nel modo di concepire il lavoro in relazione e alla sua fondazione istituzionale e come mezzo di promozione dell'uomo. Grazie ad essa anche nelle condizioni di crisi é possibile dire un'autorevole parola di speranza fattiva, non solo utopica. E l'uomo, la donna, il nucleo famigliare, i giovani, gli abili e i disabili, gli anziani, tornano al centro anche dei discorsi politici ben fondati e fedeli alla deontologia politica.

    taulero
     
  5. wnapoli_91

    wnapoli_91 Primino Utente

    Messaggi:
    2
    "Mi Piace" ricevuti:
    0
    Punteggio:
    2
    perfetto grz mille;)
     

Condividi questa Pagina