versione e frasi libro vestigia

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da didle91, 16 Marzo 2017.

  1. didle91

    didle91 Studente Utente

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    ERCOLE E DEIANIRA

    Deianira,Herculis uxor, cum videt Iolem ,virginem eximiae formae ,quam maritus captivam adducebat ,continuo invidia flagrat.
    Itaque ,ustioni causa,vestem tinctam sanguine venefico centauri Nessi Herculi mittit.
    Iterea sanguinis guttae ,cum in terram decidunt et sol eas attingit,ardent.
    Sed Hercules iam vestem inducit et statim flagrat;
    In flumen se conicit ,sed ardorem non estinguit;
    vestem exuere temptat ,sed viscera haerent .
    Tandem ardore consumitur.
    Deianira ob factum ipsa se interficit.


    FRASI
    Hostium imperitia urbs magna cum celeritate diruitur.
    Fortuna ius non habet in hominum morbus.
    In castris ignium multitudo saepe hostium numerum indicat.
    Apud Aegyptios feles sacra erat.
    Magna cum calliditate Hannibal in hostium naves amphoras plenas anguium conicit.
    Felium oculi in tenebris fulgebant.
    Marcus Tullius Cicero ,clarus orator ,gloria praecipua Arpinatium fuit.
    Erat Italia tum plena Graecarum artium ac disciplina rum.
    Milites hostium phalangem perfringunt.
    Legatus classem usque ad noctem in statione tenet, primis tenebris movet.
     
  2. rapunzel

    rapunzel Studente Modello Utente

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    ERCOLE E DEIANIRA
    Deianira, moglie di Ercole, quando vide Iole, una fanciulla d'insigne bellezza, che il marito aveva condotto come prigioniera, subito bruciò d'invidia.
    E così, a causa della gelosia, inviò ad Ercole la veste bagnata del sangue velenoso del centauro Nesso.
    Frattanto le gocce di sangue, mentre cadevano sulla terra e il sole le sfiorava, ardevano.
    Ma Ercole ormai aveva indossato la veste e bruciò immediatamente; si gettò nel fiume, ma non spense il calore; tentò di spogliarsi, ma le viscere erano rimaste attaccate.
    Alla fine fu consumato dal calore.
    Deianira per l'accaduto ella stessa si uccise.
    frasi
    La città fu distrutta con gran celerità per l'inesperienza dei nemici.
    La fortuna non ha diritto nelle malattie degli uomini.
    La moltitudine delle fiaccole spesso indica il numero dei nemici nell'accampamento.
    il gatto era sacro presso gli egiziani.
    Annibale con grande scaltrezza gettò nelle navi dei nemici
    delle anfore (complemento oggetto partitivo) piene di serpenti.
    gli occhi dei gatti risplendevano nell'oscurità.
    Marco Tullio Cicerone, famoso oratore, fu il principale vanto degli arpinati.
    A quel tempo l'Italia era ricca di arti greche e di discipline.
    I soldati distrussero la falange dei nemici.
    Il legato tenne la flotta nella guarnigione, fino a notte, la mosse sul far della notte.
     

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