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Versione: Enea e il re Latino

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da ToaIII, 28 Novembre 2007.

  1. ToaIII

    ToaIII Primino Utente

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    Ciao a tuttti.....avrei un favore da chiedervi mi servirebbe la traduzione di questa versione di latino

    Autore della versione: sconosciuto
    Libro da cui è presa:La versione Latina nel Biennio
    Titolo della versione: Enea e il re Latino
    Testo della versione:

    In Latio rex Latinus in longa pace arva opīma et urbes placidas regebat. Troiani, qui nihil (“nulla”) praeter arma et naves habebant, ex agris omnia, quae ad victum necessaria erant, sumpsērunt. Rex Latinus aboriginesque, agrorum incolae, armati concurrērunt ut cum advěnis pugnarent. Iam exercitus proelium commissuri erant, cum Latinus ducem advenarum ad colloquium evocavit. Nam regi oraculum dei Fauni praedixěrat magnum virum, virtute et pietate insignem, in Latium perventurum esse, novam et invictam stirpem procreaturum. In colloquio cum Latino Aeneas dixit: “Nos Troiani sumus, ego Aeneas (sum), filius Anchisae et deae Veneris. Hostes non sumus, neque agros vestros vastaturi neque oppia vestra oppugnaturi venĭmus, sed ut novam urbem, deorum iussu, conderemus”. Deinde regi narravit Torianos e patria a Graecis capta deletaque fugisse et post longos errores ab insula Sicilia ad Italiam navigavisse et ad ostium Tiberis appulisse. Latinus, ut amicitiam cum Troianis iungěret, Aeneae filiam Laviniam, quam Turno, Rutulorum regis, primo desponděrat, in matrimonium dedit. Turnus, tanta iniuria accepta iratus, bellum suscēpit, sed postremo cum Aenea in singulari certamine strenue pugnans cecĭdit.


    Mi servirebbe entro oggi, grazie in anticipo.
    :)
  2. StudentVille Sponsorizzato

  3. kikka78

    kikka78 Moderatore

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    Nel lazio il re Latino reggeva in lunga pace i fertili campi e le tranquille città. I Troiani, che non avevano nulla eccetto che le armi e le navi, presero dai campi tutte le cose che erano necessarie per il vitto. Il re latino e gli aborigeni, abitanti dei campi, accorsero armati per lottare con gli avversari. Già l'esercito stava per intraprendere il combattimento, quando Latino chiamò a colloquio il comandante degli stranieri. Infatti l'oracolo del dio Fauno aveva predetto al re che un grande uomo, illustre per virtù e pietà, sarebbe giunto nel Lazio e avrebbe generato una nuova e invinta stirpe. Durante il colloquio con Latino Enea disse: noi siamo troiani, io sono Enea, figlio di Anchise e della dea Venere. Non siamo nemici e non siamo venuti per devastare i vostri campi e nè per devastare la vostra città, ma per fondare una nuova città per ordine degli dei. Infine narrò al re che i troiani erano fuggiti dalla patria presa e distrutta dai greci e che dopo un lungo errare aveva navigato dalla sicilia all'italia e che erano approdati al tevere. Latino, per unirsi in amicizia con i troiani, diede in matromio a Enea la figlia Lavinia, che già era stata promessa a Turno, re dei rutuli. Turno, irato dall'offesa ricevuta, proclamò guierra ma alla fine cadde combattendo strenuamente nel duello con Enea.
  4. ToaIII

    ToaIII Primino Utente

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    Mitico......ma come fate???? Grazie.

    P.s. Ho votato studentville....spero ke vinciate!!! Siete grandi....ciaooo

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