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Versione: La religione romana arcaica

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da Karmilla92, 18 Dicembre 2007.

  1. Karmilla92

    Karmilla92 Primino Utente

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    Per: Domani
    Da: Lectio Facilior 2

    Romae a Numa sacerdotes creati sunt et plurima etiam sacra instituta sunt, quod Romani sacrificiorum regiorum desertionem (abbandono) propter bella illius temporis timebant. Ipse sacerdos, qui flamen Dialis (di Giove) vocabatur, insigni veste et curuli sella (sedia curule) adornabatur. Primus pontifex maxiumus Numa Marcius fuit, qui inter senatoribus lectus est ut omnibus sacris praeesset et caerimonias statueret ut Manes placarentur. In Aventino monte senatus aedificaturus erat fanum quod Iovi Elicio (Elicio) dicabatur, ut deus de auspiciis prodigiisque interrogaretur. Maiores nostri sollemnes caerimonias pontificum scientia saepe celebrabant, bene gesturi sacrum ritum augurum observatione et Apollinis praedictionibus. Interdum (talvolta) vatum libri et haruspicium Etrusca disciplina consulebantur. Prisco enim instituto etiam his temporibus nostris rebus divinis opera datur (ci si dedica), et Romani qui religiosi sunt saepe in rebus adversis numina deorum orant, beneficia petituri sibi ipsis ac parentibus suis. Praecationibus , votis, gratulationibus, sollemnibus ritibus et sacrificiis deorum benevolentiam captant (captare, attirarsi).

    Grazzie
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  3. kikka78

    kikka78 Moderatore

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    A Roma da Numa vennero creati i sacerdoti e vi sono molte altre sacre istituzioni poichè i romani temevano per le guerre di quel tempo l'abbandono dei sacrifici (cerca regiorum). Lo stesso sacerdote, che è chiamato (flamen) di Giove, era ornato di insigne veste e sedia curile. Il primo pontefice massimo fu Numa Marcio, che venne scelto tra i senatori affinchè fosse a capo di tutti i (sacris) e decidesse le cerimonie per placare i Mani. Sul monte aventino il senato aveva intenzione di costuire il tempio che era dedicato a Giove Elicio, perchè il dio fosse interrogato sugli auspici e prodigi. I nostri avi spesso con la conoscenza dei pontefici celebravano solenni cerimonie, per fare un rito sacro con l'osservazione degli auguri e le predizioni di Apollo. Talvolta si consultavano i libri dei vati e la disciplina etrusca degli aruspici. Ci si dedica anche ai nostri tempi alle cose divine secondo l'antica usanza, e i romani che sono religiosi spesso nelle circostanze avverse pregano (numina) degli dei, per chiedere benefici per loro stessi e i loro parenti. Con preghiere, voti, ringraziamenti, solenni riti e sacrifici si attirano la benevolenza degli dei.
  4. Karmilla92

    Karmilla92 Primino Utente

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    grazzie 1000!!!!!

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