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Versione: morte di Attico

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da july, 20 Maggio 2007.

  1. july

    july Primino Utente

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    Atticus, cum septem et septuaginta annos complevisset atque ad extremam senectutem non minus dignitate quam gratia fortunaque crevisset,incidit in morbum, quem initio et ipse et medici contempserunt: nam putaverunt esse tenesmon(tenesmo),cui remedia celeria faciliaque proponebantur. Cum tres menses sine ullis doloribus consumpsisset , subito tanta vis morbi in imum intestinum prorupit ut extremo tempore per lumbos fistulae puris eruperit. Atque hoc priusquam ei arcessi iussit. Ei deinde dixit:"Mihi stat alere morbum desinere: Namque his diebus quibus cibum sumpsi, ita produxit vitam, ut auxerim dolores sine spe salutis". Hac oratione habita, cum quidem Agrippa flens eum oraret atque obsecraret, ne id, quod natura cogeret, ipse quoque sibi acceleraret , et ut se sibi suisque reservaret, preces eius taciturna sua obstinatione depressit. Sic cum biduum cibo se abstinuisset , die quinto, postquam id consilium ceperat, pridie Kal. Aprilis Cnaeo Domitio Caio Sosio consolibus decessit. Sepultus est iuxta viam Appiam ad quintum lapidem, in monumento Quini Caecilii, avunculi sui.


    vi prego è urgentissimo mi serve per domani!!!:eek: :eek:
    grazie mille!!1kiss
     
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  3. kikka78

    kikka78 Moderatore

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    Attico, avendo compiuto settantasette anni e essendo cresciuto alla estrema vecchiaia tanto in dignità quanto in grazia e fortna, cadde in una malattia, che all'inizio sia lui stesso che i medici (contempserunt) : infatti credevano che fosse tenesmo, a cui erano proposti rimedi celeri e veloci. Avendo passato tre mesi senza alcun dolore, subito la tanta forza della malattia proruppe nell'intestino al punto che nell'ultimo perdiodo (eruperit) attraverso il fianco (filstulae puris). E questo prima che ordino che gli fosse (ar*****). Infine disse a questo: Mi conviene (alere) la malattia con il mangiare, infatti in questi giorni ho mangiato, così (prodixit) la vita, al punto che ho aumentato i dolori senza speranza di salvezza. Fatto questo discorso, Agrippa piangendo pregandolo e scongiurandolo, affinchè si salvasse per lui stesso e gli altri, (depressit) le sue preghiere in una sua taciturna ostinazione.
    Così per due giorni si astenne dal cibo, il quinto giorno, dopo che aveva preso questa decisione, morì il giorno prima delle calende di aprile sotto i consoli Domizio e Sosio. Fu sepolto vicino alla via appia alla quinta pietra, nel monumento di Quino Cecilio, suo nonno.
     

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