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Versione: Un poeta che non vuole adulare

Discussione in 'Forum Versioni di Latino' iniziata da Origini, 23 Settembre 2007.

  1. Origini

    Origini Primino Utente

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    Vi chiedo cortesemente di tradurmi la seguente versione, anche perchè purtroppo impegnata con un'altra.Grazie anticipatamente a chiunque mi aiuterà.

    Dionysii,Syracusanorum tyranni, maxime intererat quid de se et de suis carminibus familiares et docti viri sentirent.Nam poeticae laudis studiosissimus erat et saepe carmina sua, inter epulas,convivis,adulandi peritissimis,recitabat.Inter hos Philoxenus erat,magni ingenii vir,qui unus,simulationis nescius,libere aperuit quid sentiret cum olim nullius laudis(pregio) carmina a Dionysio recitata audivisset.Qua verborum liberate offensus,tyrannus suorum carminum reprehensorem a satellitibus suis deprehendi et in lautiumas,quae publicus erant carcer, detrudi iussit.Postride tamen iracundiae suae eum paenituit et, ab amicis exoratus,Philoxenum rursus ad epulas adhibuit, ubi, carmina sua recitans, de quibusdam versibus,quos permagni existimabat,setentiam Philoxenis exquisivit.
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  3. kikka78

    kikka78 Moderatore

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    A Dioniso, tiranno dei siracusani, interessava specilmente cose i parenti e gli uomini dotti pensassero su di lui e i suoi carmi. Infatti era assai studioso dell'arte poetica e spesso recitava le sue poesie, durante i banchetti, ai convitati, assai esperti di adulazione. Tra questi vi era Filoxene, uomo di grande ingegno, che da solo, ignaro della finzione, disse apertamente cosa pensava avendo ascoltato recitati da Dioniso le poesie di nessun pregio. Offeso dalla libertà di parola, il tiranno ordinò che il disprezzatore delle sue poesie fosse preso dalle sue guardie e fosse condotto in (cerca lautiumas) che erano le carceri pubbliche. Il giorno dopo tuttavia, pentito della sua ira, e esortato dagli amici, mandò a chiamare di nuovo Filoxeno al pranzo dove, recitando le sue poesia, sugli stessi versi, che lui credeva grandi, chiese il parere di Filoxene.

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